Il Ministero delle Imprese discute il Decreto per il Praticantato degli Agenti Immobiliari

Il Ministero delle imprese e del Made in Italy, ha predisposto una bozza di decreto attuativo che renda concreto il praticantato per gli agenti immobiliari, sulla base dell'art. 18, Legge n. 57, del 5 marzo 2001.

Detta norma introdusse l'opzione di abilitazione per gli agenti immobiliari, attraverso 12 mesi di pratica professionale, in alternativa all'esame in CCIAA. Norma poi mai attuata per mancanza dell’apposito decreto attuativo. Ora il decreto attuativo potrebbe vedere la luce, e sono già iniziate le consultazioni al Ministero con le varie associazioni di categoria.

Il dirigente competente alle consultazioni del Ministero è il Dott. Vincenzo Maria Morelli.

Il Tavolo degli esperti del 17 novembre 2023:

Per far giungere la voce degli esperti e degli operatori al Ministero, nella persona del Dott. Vincenzo Maria Morelli, Paolo Bellini, ex presidente nazionale ANAMA, ha dato vita al Tavolo degli Esperti, per dibattere sul tema e redigere un documento che illustri al Ministero stesso le aspettative, le criticità e le argomentazioni dei professionisti del settore.

Al tavolo hanno partecipato alcune personalità del settore come, tra glia altri, lo stesso Paolo Bellini, Gianluigi Sarzano, noto formatore, scrittore e consulente di molti brand grandi e piccoli di questo mercato. Luca Vitale, co-founder di Auxilia Finance e presidente della Property in The World Ltd. Massimo Michielan, agente immobiliare di esperienza e Delegato Nazionale alla Formazione di AIR Italia, associazione agenti immobiliari riuniti. Andrea Boschini, agente mediatore di lunga esperienza, con competenze comprovate nel mercato immobiliare estero, ex consigliere regionale Fiaip e oggi Team Manager di RockAgent S.p.A..

Al tavolo ha presieduto anche Luca Boscardelli, consulente e divulgatore di innovazione per il settore immobiliare e fondatore di AgentiImmobiliari.org, piattaforma social indipendente riservata ai soli mediatori immobiliari abilitati.

L'importante impatto di una forte innovazione su questo argomento:

L’atmosfera generale dell’evento era pervasa dal desiderio di vedere avviarsi una nuova prassi, da molti lungamente attesa, un nuovo percorso per accedere all’attività di mediatore.

Il vantaggio più evidenziato a parere di molti relatori, è quello di avvicinare persone giovani o nuovi potenziali operatori a questa affascinante e importante professione. Altro vantaggio è quello di poter identificare e quantificare il numero di chi sta tentando di avviarsi all’attività di mediatore, grazie al registro dei praticanti che si andrebbe a realizzare.

Molte però sono state le criticità evidenziate dal Tavolo degli esperti, sulla bozza di decreto presentata dal Ministero.

La più spesso evidenziata, citata praticamente da tutti i relatori, riguarda il percorso formativo teorico, che abbinato al percorso di praticantato scenderebbe da 130/150 ore a solamente 30 ore complessive. Certamente insufficienti.

Tra le criticità più articolate teroviamo quelle presentate da Luca Boscardelli, che ha citato: “l’impossibilità di stabilire la qualità della preparazione degli agenti ospitanti, coloro che formano sul campo i praticanti. Basta infatti essere abilitati, secondo la bozza, e in esercizio da almeno tre anni per poter gestire il praticantato dei futuri agenti, ma questa misura non dice nulla sulla qualità di questo agente formatore.” e ha proseguito evidenziando che: “dalla bozza si evince che la nuova pratica, che consta in 30 ore di formazione e 12 mesi di praticantato sotto un agente abilitato, porti direttamente alla iscrizione in camera di commercio e quindi all’abilitazione, senza passare per la verifica delle competenze apprese da Enti preposti, ma semplicemente sulla base di una certificazione di idoneità rilasciata dall’agente tutor. Questa prassi, messa in competizione con l’attuale che impone centinaia di ore formative teoriche e un esame obbligatorio in due tempi, orale e scritto presso un ente preposto, ucciderà certamente il secondo, prosciugando le richieste di adesione a quest'ultimo.

Molto incisive anche le osservazioni di Andrea Boschini, che teme di intravedere nel “Registro dei Praticanti” , proposto nella bozza ministeriale, una sorta di “lasciapassare” per i vari collaboratori, procacciatori e sondaggisti che vengono costantemente messi in campo da alcuni brand del settore, e che spesso operano di fatto come mediatori abusivi. Ne abbiamo avuto conferma nei recenti servizi della trasmissione televisiva Striscia la Notizia, format del gruppo Mediaset.

Per permettere di analizzare opportunità e criticità di questo possibile cambiamento, vi riportiamo di seguito una sintesi della bozza proposta del Ministero, e di seguito l’analisi integrale delle criticità realizzata da Luca Boscardelli per AgentiImmobiliari.org.

Qui potete scaricare il file della bozza realizzata dal Ministero secondo quanto riportato dall'organizzatore del tavolo degli esperti → Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (1).pdf

 

La sintesi della proposta del Ministero secondo quanto riportato dall'organizzatore del Tavolo degli esperti:

1. L’abilitazione alla professione di agente immobiliare può avvenire sia con diploma, corso ed esame in CCIAA; sia con diploma, pratica professionale di 12 mesi e corso di 30 ore, in questo caso il corso deve essere svolto con profitto. Significa che vi è un test di verifica al termine del corso stesso

2. Soggetto ospitante (c.d. tutor) è la figura presso la quale il praticante svolge la pratica professionale di 12 mesi.

3. Soggetto formatore è l’ente di formazione, accreditato presso la Regione di riferimento, che eroga il corso con i contenuti previsti dall’All. 1 alla bozza di decreto.

4. L’attestato di verifica con profitto è il documento rilasciato al praticante, dal soggetto formatore alla conclusione del corso.

5. La pratica professionale si divide in due semestri, al termine dei primi 6 mesi vi è una verifica intermedia sull’andamento della pratica. Mentre al termine dei 12 mesi vi è la verifica finale. Sia per la verifica intermedia che per quella finale, viene redatto per iscritto apposito verbale, sottoscritto dal praticante e dal tutor, con obbligo di conservazione presso il tutor.

6. Presso la CCIAA è tenuto il registro dei praticanti nel quale il tutor provvede a registrare il praticante.

7. Le CCIAA promuovono e sostengono lo svolgimento della pratica professionale presso le agenzie immobiliari.

8. Il tutor rilascia un parere finale sull’andamento e l’esito della pratica con relativa attestazione. Nel caso in cui il parere sia negativo, il praticante può iniziare un nuovo periodo di praticantato.

9. Corso teorico preliminare all’inizio della pratica professionale.

10. I praticanti si iscrivono presso il registro della CCIAA dove hanno la residenza.

11. Il praticantato va svolto con costanza, diligenza per almeno 10 ore settimanali, durante il normale orario di lavoro dell’agenzia.

12. Il soggetto ospitante deve avere 3 anni di iscrizione in CCIAA in piena attività.

13. Il praticantato non è lavoro subordinato ma svolto a titolo gratuito per esclusiva funzione formativa.

14. Spetta al praticante l’elencazione delle attività professionali e formative alle quali abbia assistito o partecipato.

15. Conclusi i dodici mesi di pratica, il tutor in possesso dell’attestato di frequenza e profitto rilasciato dall’ente formatore iscrive il praticante al REA o RI – sezione agenti d’affari in mediazione presso la CCIAA dove ha svolto la pratica o dove ha la residenza.

16. Il soggetto ospitante non può avere più di due praticanti contemporaneamente.

17. La CCIAA competente svolge la necessaria vigilanza sull’effettivo svolgimento del praticantato.

 

Mediazione Immobiliare e Praticantato: l’analisi critica di AgentiImmobiliari.org

Iniziamo con una considerazione: l'idea di diversificare i percorsi di accesso all'attività mediazione immobiliare è una strada obbligata per portare miglioramenti significativi a tutta la categoria e allo stesso mercato immobiliare. Attualmente, il percorso imposto dalle leggi vigenti limita l'accesso a questa professione in modo non costruttivo, e questa limitazione sta erodendo e indebolendo il settore. Un numero considerevole di persone gestisce le compravendite immobiliari in modo abusivo, rendendo meno attraente l'accesso regolamentato all'attività di agente immobiliare e alimentando l'abitudine pratiche scorrette.

Il praticantato emerge come una soluzione promettente, forse obbligata, per milgiorare l'accesso regolamentato alla professione. Tuttavia, è fondamentale considerare alcuni aspetti. Il praticantato non è la panacea di tutti i mali, e mostra vantaggi e svantaggi. Un percorso di praticantato di 12 mesi o più, non garantisce automaticamente la formazione di un agente immobiliare competente, resta quindi necessaria anche una formazione teorica adeguata e certificata.

La qualità della formazione pratica dipende molto dal formatore. Imparare a gestire le pratiche di vendita e acquisizione e imparare ad ascoltare i clienti sono competenze cruciali, fino a ora assenti dalla formazione obbligatoria per abilitarsi, ma non bastano per diventare un professionista competente. Il formatore, secondo la bozza di decreto ministeriale, deve essere un agente immobiliare con almeno tre anni di esperienza, ma non ci sono ulteriori criteri per valutarne la capacità di insegnare e valutare il praticante.

Inoltre, è vitale evitare che il praticantato diventi un percorso in competizione all'attuale sistema di corso ed esame obbligatorio. Se il praticantato permettesse l'accesso diretto alla professione, come il decreto sembra indicare, il percorso tradizionale potrebbe finire per essere accantonato riducendo di nuovo la qualità delle dell’esperienza formativa.

 

Il Ruolo delle Camere di Commercio e la Trasparenza nel Settore

Le Camere di Commercio dovrebbero mantenere un ruolo centrale nel processo di abilitazione, assicurando il completamento del percorso formativo e dell'esame. In caso di impossibilità di garantire sessioni di esame costanti, uno dei problemi di lungo corso di questi Enti, dovrebbe essere prevista la possibilità di delegare a strutture di formazione riconosciute il ruolo di esaminatori, ma sotto la supervisione e la responsabilità delle Camere stesse. La bozza ministeriale indica invece l’agente ospitante, il formatore del praticante, come la figura incaricata di informare alle Camere di Commercio se il praticante è idoneo o meno all’abilitazione, prassi questa che potrebbe lasciare qualche ombra sul rapporto che si instaurerà tra praticante e agente ospitante.

L'istituzione del Registro dei Praticanti presso le Camere di Commercio è una soluzione interessante sotto molti aspetti, non ultima la possibilità di sapere finalmente chi sta operando nelle agenzie immobiliari per “imparare il mestiere”. Tuttavia, il praticantato non è retribuito, a quanto indica la bozza di decreto, e non viene indicato un limite di esperienze di praticantato che il soggetto può sostenere nel tempo. Questa mancanza di opportunità di compensi durante tutto il periodo di formazione pratica, e la possibilità che il praticantato possa essere esercitato all’infinito, solleva preoccupazioni su quali forme di accordo si potrebbero instaurare tra praticante e agente/tutor, e sul rischio che tutta questa nuova prassi possa non chiarire e rassicurare sul ruolo del praticante all’interno di un'agenzia immobiliare.

**Proposte per un Praticantato utile e etico**

Il praticantato dovrebbe essere un complemento alla formazione, sotto la supervisione di un professionista abilitato, e non un sostituto. Dovrebbe rappresentare una forma di lavoro finalizzata all’apprendimento, che deve quindi comprendere compensi per le attività svolte e deve chiarire quali mansioni questa figura può svolgere sotto la supervisione dell’agente ospitante/tutor. Si propone un percorso che includa un corso riconosciuto e strutturato, affiancato dall'esame obbligatorio in Camera di Commercio.

Premettiamo anche che, se si dovesse proporre la possibilità di due percorsi abilitanti alternativi, come la bozza di decreto suggerisce – uno con l’adozione del praticantato e uno senza – il primo dovrebbe differire dal secondo solo per la durata del corso teorico obbligatorio, che potrebbe essere comprensibilmente inferiore. Inoltre, potrebbero esserci differenze nella forma dell’esame obbligatorio, che, per esempio, potrebbe limitarsi alla sola prova scritta; ma non dovrebbero esserci altre differenze. Si potrebbero valutare ulteriori differenzazioni in presenza di praticanti in possesso di Diplomi di Laurea estremamente specialistici; percorsi di studio che stiamo vedendo nascere in molti atenei italiani, spesso per l'azione propositiva e costruttiva delle associazioni di categoria.

 

Il percorso con Praticantato ipotizzato da AgentiImmobiliari.org, prevede:

1. Individuazione di un tutor/agente ospitante per il praticantato da parte del futuro praticante.

2. Iscrizione a un corso riconosciuto di almeno 50/80 ore per l’attività di mediazione.

3. Iscrizione al Registro dei praticanti agenti immobiliari, con obbligo di allegare la domanda di iscrizione al corso e la presa di impegno del tutor, e rilascio dalla Camera di Commercio di una delibera per l’attività di Agente mediatore praticante della durata massima di 12, o 24 o 36 mesi.

4. Inizio dell’attività di praticantato presso l’agente ospitante/tutor, anche sotto una forma di attività retribuita di Agente mediatore praticante.

5. Durante il praticantato: completamento del corso teorico e superamento dell'esame obbligatorio.

6. Allo scadere della validità della delibera della Camera di commercio, il soggetto deve cessare l’attività di Agente mediatore Praticante, in modo definitivo e non ripetibile. L’agente tutor rilascerà al ex praticante l’attestato di Completato percorso pratico.

7. Qualora l’ex praticante non abbia superato nei termini l’esame delle Camere di Commercio, questi potrà tentare di sostenerlo nuovamente senza un limite di tempo o di prove sostenute, o comunque nei termini previsti dalla legge attuale.

Conclusioni:

L'aggiornamento e la diversificazione dei percorsi di accesso alla professione di agente di affari in mediazione immobiliare rappresentano passi fondamentali non solo per promuovere una crescita quantitativa e qualitativa degli operatori del settore, ma anche per rafforzare il ruolo degli agenti nel mercato immobiliare nazionale. Tuttavia, è essenziale che le innovazioni introdotte a tale scopo non compromettano la qualità professionale degli agenti abilitati e di chi collabora con loro.

AgentiImmobiliari.org è desiderosa di poter collaborare con tutti gli interlocutori su questo importante tema, anche e sorpatutto per poter informare dall'interno i nostri agenti iscritti. Quindi ci rendiamo disponibili al dialogo con Paolo Bellini, con i colleghi del Tavolo degli Esperti, con il Dott. Vincenzo Maria Morelli assieme al Ministero delle imprese e del Made in Italy, con tutte le associazioni di categoria che ci chiederanno di collaborare, ma soprattutto con tutti i nostri agenti iscritti, per contribuire ad un mercato immobiliare migliore e a sostenere una Categoria degli agenti mediatori immobiliari più forte e autorevole, e intendiamo farlo portando anche una visione critica e analitica su questi temi.

 

La Redazione di AgentiImmobiliari.org

 

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